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		<title>Zucchetti svende il territorio e prepara lo sgombero della Fornace per continuare indisturbato i suoi affari con il sostegno della Lega</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 10:25:48 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’appello del sindaco al prefetto di Milano per uno sgombero in tempi rapidi della Fornace arriva in un periodo in cui il Consiglio comunale si prepara ad affrontare una serie di questioni “pesanti”, nelle quali sono coinvolti interessi di una particolare rilevanza per il territorio. In questo senso, la vicenda della nuova sede del liceo Rebora è senz’altro significativa. Il Consiglio comunale del 7 luglio scorso non ha posto alcuna “prima pietra” per la costruzione della nuova scuola (come dichiarato subito dopo l’approvazione da esponenti della giunta, in una scandalosa operazione mediatica), ma si è semplicemente limitata ad approvare una schema di convenzione che dovrà passare al vaglio della Provincia per eventuali modifiche. Tra l’altro, Palazzo Isimbardi ha previsto un impegno di spesa nel bilancio 2010 soltanto per un primo lotto di lavori (degli altri due previsti non è dato sapere…), <span id="more-6158"></span>ma che allo stato attuale è totalmente inutile visto che manca un progetto esecutivo per poter approvare un bando di gara per dare il via ai lavori.<br />
E questo, senza contare che i terreni del sindaco su cui in teoria verrà costruito l’edificio necessitano di una variante urbanistica per diventare edificabili (attualmente sono agricoli).<br />
Insomma, Zucchetti – grazie all’aiuto degli amici della Lega – prova a far entrare dalla finestra quello che non è passato dalla porta e, siccome si è già “scottato” una volta con l’esposto che abbiamo presentato a novembre alla Procura della Repubblica, a questo giro si è guardato bene dal partecipare alla discussione e a votare lo schema di convenzione in Consiglio comunale.<br />
Qui, arriviamo ad un’altro tema “caldo” del prossimo autunno: il piano di governo del territorio. La Lega ha chiesto la revoca della delibera di giunta che approva quello vecchio (bruciando 140mila euro di consulenza pagati allo studio di architetti che lo ha redatto), ma nel frattempo permette la prosecuzione degli affari del sindaco portando avanti in prima persona la realizzazione di una scuola sui terreni di Zucchetti e non su quelli già individuati da un precedente protocollo d’intesa vicino al Mattei e destinati, secondo il vigente Prg, a “Istituti superiori”. Ci domandiamo, allora, come sia possibile discutere della stesura del nuovo Piano di Governo del Territorio (che dovrebbe disegnare l’assetto complessivo della città e il suo sviluppo futuro) parallelamente a una variante urbanistica (che riguarda solo porzione limitata e particolare di territorio) che richiede più o meno un anno per poter arrivare in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva? Evidentemente, Zucchetti non è così debole come la retorica leghista del “sindaco a progetto” vorrebbe farci credere.<br />
Anzi, è riuscito pure ad addossare la responsabilità politica di eventuali ritardi nella realizzazione della scuola direttamente alla Lega Nord che adesso tiene il cerino.<br />
Infine, un altro dossier di particolare rilevanza sulla scrivania del sindaco che si collega ad Expo 2015 e dal quale dipenderà il futuro di questo territorio è il Piano Alfa. Ad agosto, molto probabilmente è prevista la firma dell’accordo di programma che poi dovrà passare nei vari Consigli comunali per l’approvazione definitiva a partire da settembre. Cosa ci guadagnerà il territorio da questo progetto non è dato sapere. Probabilmente bisognerà chiederlo alla Lega visto che sono più che mai orientati ad approvarlo in cambio di blande mitigazioni che lasciano il tempo che trovano.</p>
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		<title>&#8220;No allo sgombero della Fornace!&#8221;: presidio sotto il Comune di una cinquantina di attivisti del centro sociale</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 09:05:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ieri sera un nutrito di gruppo di circa cinquanta persone del centro sociale Fornace e di altre realtà metropolitane, dopo un&#8217;assemblea svoltasi all&#8217;interno dello spazio, si è diretto verso il palazzo del municipio per respingere la minaccia di sgombero avanzata dal sindaco nei giorni scorsi. Il presidio, pacifico e determinato, si è svolto per circa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera un nutrito di gruppo di circa cinquanta persone del centro sociale Fornace e di altre realtà metropolitane, dopo un&#8217;assemblea svoltasi all&#8217;interno dello spazio, si è diretto verso il palazzo del municipio per respingere la minaccia di sgombero avanzata dal sindaco nei giorni scorsi. Il presidio, pacifico e determinato, si è svolto per circa una mezz’ora proprio sotto la sala consiliare dove era in corso un Consiglio comunale. Durante la manifestazione sono stati gridati diversi slogan tra cui: “Roberto Zucchetti non hai capito niente, la Fornace non si vende!”, “mafioso” – riferito sia alle recenti intimidazioni del sindaco rivolte al centro sociale, sia al sostegno dato da Zucchetti ad Angelo Giammario che secondo gli inquirenti è stato eletto anche grazie al voto e al supporto della ‘Ndrangheta – e altri. Zucchetti non pensi di approfittare del periodo estivo per effettuare uno sgombero della Fornace. Ieri sera abbiamo voluto ribadire in maniera chiara che da via S. Martino non ce ne andremo: respingiamo ogni ipotesi di sgombero e nei giorni successivi e per tutto il periodo estivo continuerà in città la campagna in difesa della Fornace.</p>
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		<title>Zucchetti: con noi minacce mafiose, con Giammario spot elettorali</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 12:00:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Se qualche cittadino arrabbiato e stanco di sopportare il centro sociale e le intimidazioni dei giovani prende una tanica di benzina e da fuoco, è solo colpa delle istituzioni”. Questa intimidazione è una delle dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Rho, Roberto Zucchetti, nel corso di una conferenza stampa tenutasi martedì 13 luglio nella quale ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“Se qualche cittadino arrabbiato e stanco di sopportare il centro sociale e le intimidazioni dei giovani prende una tanica di benzina e da fuoco, è solo colpa delle istituzioni”. Questa intimidazione è una delle dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Rho, Roberto Zucchetti, nel corso di una conferenza stampa tenutasi martedì 13 luglio nella quale ha chiesto per l&#8217;ennesima volta al prefetto di Milano lo sgombero immediato della Fornace. La circostanza che Zucchetti, uomo delle istituzioni, dia una copertura politica a chiunque possa compiere un gesto così efferato è di una gravità inaudita.<br />
La conferenza stampa si è svolta mentre era in corso il maxi blitz contro la &#8216;Ndrangheta che ha portato all&#8217;arresto di oltre 300 persone (fra cui 4 carabinieri e altri affiliati alla “Locale” rhodense) in Lombardia e Calabria, lo stesso giorno Roberto Zucchetti ha ribadito di essere contrario all&#8217;istituzione di una commissione antimafia che vigili su Expo ritenendola inutile.<span id="more-6153"></span><br />
Sono anni che il centro sociale Fornace porta avanti la propria attività in difesa del territorio e dei beni comuni denunciando puntualmente le devastanti politiche affaristiche di questa amministrazione guidata da un sindaco, caro amico di Formigoni, strettamente legato a Comunione e Liberazione e Compagnia delle Opere.<br />
Nella città di Rho si muovono forti interessi legati alla Fiera e a Expo 2015 che stanno completamente ridisegnando il volto di questo territorio attraverso operazioni immobiliari spregiudicate che servono solo a far accumulare profitti ai soliti noti. Tutto questo è reso possibile dall&#8217;acquiescenza della classe politica locale, totalmente asservita a questi poteri e permeabile a interessi di stampo mafioso come dichiarato dal Pm Ilda Bocassimi, la quale ha ammesso che Rho è uno dei comuni controllati dalla &#8216;Ndrangheta.<br />
In questo contesto si inserisce la minaccia del sindaco che, tra le altre cose, ha sostenuto la candidatura di Angelo Giammario, eletto in Consiglio regionale grazie ai voti della &#8216;Ndrangheta come emerso dalle indagini di questi giorni: chiediamo che Zucchetti, nella sua qualità di Sindaco, spieghi pubblicamente alla cittadinanza i suoi rapporti con Giammario allontanando, in questo modo, le ombre che incombono sulla sua persona.<br />
Chiediamo inoltre al Sindaco chiarimenti sul club che ha trovato effimera sede all&#8217;interno dei locali comunali di Villa Burba, nella cui gestione era coinvolto uno degli arrestati nel maxi-blitz di settimana scorsa.</p>
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		<title>Da Zucchetti solo falsità, mentre provocatori tramano nell&#8217;ombra per preparare lo sgombero. Pronti a difendere la Fornace con determinazione</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 14:00:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da ormai tre settimane la Fornace sta subendo un attacco senza precedenti teso evidentemente a creare in città un &#8220;clima&#8221; favorevole allo sgombero dell&#8217;area di via S. Martino 20. A confermare le nostre ipotesi ieri sono arrivate anche le menzogne del sindaco di Rho Zucchetti, che durante una conferenza stampa ha parlato di &#8220;rabbia&#8221; dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da ormai tre settimane la Fornace sta subendo un attacco senza precedenti teso evidentemente a creare in città un &#8220;clima&#8221; favorevole allo sgombero dell&#8217;area di via S. Martino 20. A confermare le nostre ipotesi ieri sono arrivate anche le menzogne del sindaco di Rho Zucchetti, che durante una conferenza stampa ha parlato di &#8220;rabbia&#8221; dei cittadini di S. Martino nei nostri confronti, inventandosi pure intimidazioni e prevaricazioni ai danni dei residenti: tutte calunnie prive di fondamento e create ad arte, che respingiamo al mittente. Abbiamo sempre rispettato il quartiere dialogando senza problemi con vicini e residenti. La programmazione della Fornace prevede musica solo il sabato sera mentre durante tutta la settimana sono attivi nello spazio uno sportello biosindacale, una scuola di italiano per stranieri, un internet point, una libreria, una rassegna teatrale, un laboratorio di giocoleria <span id="more-6137"></span>e svariate altre iniziative che non implicano musica, senza contare assemblee e riunioni dei percorsi politici che abbiamo attivi sul territorio. Invitiamo tutti a farsi un giro per il quartiere, così come a chiedere ai lavoratori della Fiera o dell&#8217;Eutelia, ai pendolari della stazione di Rho, alla comunità migrante rhodense, cosa sia la Fornace e siamo sicuri che otterrano da loro una risposta diametralmente opposta a quella che il Sindaco ha messo in bocca ai cittadini.<br />
Denunciamo invece come ormai da mesi in città provocatori di professione si prodighino camuffati da anonimi e solerti cittadini in azioni di sabotaggio, intimidazione, danneggiamento e imbrattamento, facendosi ventriloqui della giunta nelle richieste di sgombero e paladini della sicurezza dei forti.<br />
Non fatichiamo infatti a immaginare da chi provengano mail e telefonate al sindaco o al questore: da Angelo Mandelli, conosciuto anche come Clemente Fioravanti e sotto altri pseudonimi, nemmeno residente a Rho, unico aderente assieme alla moglie alla sedicente &#8220;Associazione Culturale Katyn&#8221;, gruppo fantasma che nessuno ha mai visto se non nei manifesti di una campagna intimidatoria nei nostri confronti dai toni particolarmente beceri e ignoranti.<br />
A giudicare dal banner con link a Comunione e Liberazione presente sul sito della fantomatica associazione, non ci stupiremmo che sia proprio la lunga mano della potente e occulta lobby a cui fa capo la Compagnia delle Opere, i cui appetiti sul nostro territorio sono arcinoti e per giunta garantiti da illustri rappresentanti all&#8217;interno dell&#8217;amministrazione rhodense, a muovere le fila di certi burattini creati o instradati ad arte per delegittimare l&#8217;opposizione sociale che sul territorio alza la voce proprio contro le mire dei poteri forti. Quindi Zucchetti, se vuole sapere chi siano i mestatori che lui stesso ha portato alla ribalta con le sconsiderate parole di ieri, farebbe meglio a guardare tra le proprie fila. E, se c&#8217;è qualcuno che deve temere la rabbia dei cittadini, questo è proprio lui, visto lo stato pietoso in cui versa la città, svenduta pezzo dopo pezzo in vista di Expo 2015 nei propri beni comuni e servizi pubblici, a cominciare dall&#8217;Ospedale e dalla Stazione di Rho fino ad arrivare all&#8217;area Alfa e alla zona industriale di Mazzo.<br />
Siamo convinti di rappresentare un &#8220;bene comune&#8221; per questa città, e saremmo felici che sulla Fornace come esperienza sociale e politica su questo territorio si aprisse un dibattito ad ampio raggio in città. Siamo disponibili a discutere di una soluzione politica e concordata sul problema dello spazio; diversamente non acceteremo l&#8217;unica conclusione alla quale finora questa miope amministrazione è giunta, e cioè l&#8217;ennesimo sgombero, classica soluzione che relega ogni questione sociale o politica a materia di ordine pubblico. Oltre ad essere inefficace, e Zucchetti dovrebbe averlo imparato che uno sgombero non spegne la Fornace, è semplicemnete irricevibile. A uno sgombero ci opporremo con determinazione e radicalità, e l&#8217;amministrazione si assuma sin da ora la responsabilità di un conflitto come mai si è visto su questo territorio.</p>
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		<title>Un Expo a misura di &#8216;Ndrina</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 12:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sos fornace</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ormai solo gli struzzi o chi in malafede può continuare a difendere Expo 2015. Gli arresti di ieri non fanno che confermare un quadro che già tre anni fa era evidente: Expo è una grande opportunità per &#8216;ndrangheta e mafia, lo strumento ideale per lavare soldisporchi e arricchirsi di profitti puliti. In questi anni diverse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ormai solo gli struzzi o chi in malafede può continuare a difendere Expo 2015. Gli arresti di ieri non fanno che confermare un quadro che già tre anni fa era evidente: Expo è una grande opportunità per &#8216;ndrangheta e mafia, lo strumento ideale per lavare soldisporchi e arricchirsi di profitti puliti. In questi anni diverse inchieste della Magistratura hanno evidenziato il problema, solo Moratti, De Corato, Formigoni e il Prefetto sembrano non vederlo, preferendo distogliere l&#8217;attenzione dei milanesi, individuando di volta in volta pericolosi soggetti, cui rivolgere accuse e deliri securitari. Come se non bastasse, alla piovra criminale si somma la piovra politica, spesso affine alla prima come le indagini sembrano evidenziare, e in particolare il sistema di potere e clientelare che Formigoni e gli uomini della Compagnia delle Opere hanno in tutta la regione. <span id="more-6140"></span>Oggi tutta l&#8217;operazione Expo si può dire sia gestita da uomini Cdo: da Sala, A.D. di Expo Spa, a Fiera, proprietaria delle aree, al tavolo Lombardia controllato da Formigoni, che si occupa di tutte le opere infrastrutturali, ai comuni più interessati all&#8217;evento (il sindaco a Rho, Masseroli l&#8217;uomo del PGT di Milano, i comuni della Brianza interessati da Pedemontana e altri progetti previsti in nome di Expo). La vicenda dell&#8217;acquisto delle aree, inoltre, rende ancora più chiaro che gli appetiti affaristici sono tanti e che s&#8217;intrecciano alle lotte intestine alla destra per le prossime elezioni amministrative. Appetiti ben evidenziati dalla dichiarazione del Sindaco Moratti, che lamenta l&#8217;assenza della città di Expo dal nuovo gioco Monopoli, in effetti sarebbe il posto più adatto in cui collocare la rassegna.<br />
In questo contesto solo Boeri e il PD milanese continuano a reclamare soldi e attenzioni per Expo, forse perché devono salvare il proprio ruolo di archistar e la fetta di business per le Coop. Siamo al ridicolo, con la proposta di nuove aree dove fare la rassegna (da Arese a Porto di Mare) e con Tremonti che si erge a paladino degli Expo-scettici, dopo aver devastato scuola, università e ricerca per trovare i soldi per le grandi opere. Così come fa sorridere l&#8217;ingenuità di chi scopre solo oggi i rischi speculativi legati a Expo e propina un inutile referendum dal sapore elettorale, imbarcando chi continua a ritenere l&#8217;evento una grande opportunità per la città.<br />
Solo un soggetto manca nella tragi-farsa: la popolazione della metro regione lombarda, coloro che pagheranno i costi per i guadagni di lorsignori. Sembra che Expo cali dall&#8217;alto e i soldi maturino nelle fantomatiche serre. Sappiamo bene che non è così, che la città sta già pagando i costi di Expo uniti e sommati a quelli della crisi.  E che solo la lotta può ostacolare certe derive.<br />
Allora, aspettando che i milanesi &#8220;salgano sui tetti&#8221; e difendano quel poco che resta da difendere di pubblico in questi territori e provino a fermare per sempre Expo, non ci resta che augurarsi un intervento del B.I.E., che togliendo Expo 2015 a Milano, ci eviti altre sciagure economiche, urbanistiche, democratiche.</p>
<p>Comitato No Expo</p>
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		<title>Moralmente ripugnante e politicamente pretestuosa la polemica di &#8220;Settegiorni&#8221; sulla morte di Zoran. Pronti a querelare l&#8217;autore dell&#8217;articolo, fratello del segretario cittadino della Lega Nord</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 16:38:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sos fornace</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Culture / Migranti]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggiamo con stupore, sull’ultimo numero del settimanale locale “Settegiorni” l&#8217;ennesimo tassello di una campagna orchestrata da pezzi della maggioranza rhodense &#8211; in particolare dalla Lega Nord &#8211; con la compiacenza di alcuni giornalisti, tesa a delegittimare la Fornace e la sua azione politico-sociale sul territorio con accuse via via sempre più infamanti, calunniose e diffamatorie. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggiamo con stupore, sull’ultimo numero del settimanale locale “Settegiorni” l&#8217;ennesimo tassello di una campagna orchestrata da pezzi della maggioranza rhodense &#8211; in particolare dalla Lega Nord &#8211; con la compiacenza di alcuni giornalisti, tesa a delegittimare la Fornace e la sua azione politico-sociale sul territorio con accuse via via sempre più infamanti, calunniose e diffamatorie. Già la nostra azione di martedì scorso in Consiglio comunale, effettuata per denunciare le politiche razziste della giunta Zucchetti, in particolare contro la comunità rom rhodense, era stata stravolta dala stampa locale: un&#8217;azione determinata ma pacifica è stata descritta come un&#8217;irruzione violenta, una porta aperta con decisione presentata come sfondata, dei palloncini trasformati in petardi, le grida di &#8220;assassini&#8221; tramutate in minacce di morte. Il tutto condito da autentiche falsità come l&#8217;aggressione al messo comunale e i fumogeni accesi all&#8217;interno del Palazzo del Comune<span id="more-6151"></span>.</p>
<p>Ora, con argomentazioni moralmente ripugnanti, Settegiorni arriva a dire che &#8220;La Fornace &#8216;fa morire&#8217; un vivo&#8221;. Il &#8220;vivo&#8221; in questione è Zoran Milenkovic, il rom che, quasi cieco e in dialisi, ha sperimentato qualche mese fa le &#8220;politiche sociali&#8221; del Comune di Rho, e cioè lo sgombero della sua abitazione e l&#8217;allontanamento dei suoi cari (non ce ne voglia l&#8217;assessore Pellegrini, che su Settegiorni piange lacrime di coccodrillo). La &#8220;morte cerebrale&#8221; di Zoran, che dopo le disavventure rhodensi era approdato minato nel fisico e nel morale in Germania, viene accertata martedì scorso, poche ore prima del consiglio comunale. Nel rispetto per la triste sorte di Zoran, e nella speranza che non si alimenti inutilmente ulteriore e inutile strazio per famigliari e amici, diremo soltanto che per &#8220;morte cerebrale&#8221; si intende la cessazione definitiva, permanente ed irreversibile delle funzioni cerebrali. Per la scienza medica, quindi, Zoran è morto, come accertato dal personale sanitario tedesco.<br />
Il sensazionale &#8220;scoop&#8221; di Stefano Giudici, giornalista di Settegiorni e &#8211; guardacaso &#8211; fratello del segretario cittadino della Lega Nord, è semplicemente falso, così come tendenziosa è del resto tutta la ricostruzione, anche clinica, della vicenda, per la quale Zoran giace in &#8220;condizioni gravi&#8221;, cosa qualitativamente diversa dall&#8217;accertamento della morte cerebrale. Si qualifica da sè inoltre l&#8217;aggrapparsi, per argomentare la propria tesi sulla nostra presunta &#8220;invenzione&#8221; della morte di Zoran, alle parole disperate di una madre per la quale il figlio &#8220;è ancora vivo&#8221;.<br />
Vista la martellante campagna stampa tesa alla delegittimazione della Fornace all&#8217;occhio dell&#8217;opinione pubblica, ci riserviamo di valutare la possibilità di querelare per diffamazione l&#8217;autore dell&#8217;articolo e il direttore del giornale.<br />
Riteniamo infatti evidente la deliberata deformazione del senso della vicenda &#8211; un uomo cieco e in dialisi che in pieno inverno viene privato della casa,  dell&#8217;affetto dei suoi cari e dell&#8217;accesso alle cure mediche, fino all&#8217;estremo epilogo di qualche giorno fa &#8211; così come delle nostre accuse alle politiche razziste e inumane dell&#8217;amministrazione comunale. Concorre a questo giudizio anche la proditoria retrocessione in uno spazio periferico del giornale &#8211; nella pagina delle &#8220;Lettere&#8221;, in confronto agli &#8220;squilli di tromba&#8221; delle &#8220;civette&#8221; riservati al falso scoop di Giudici &#8211; della testimonianza di Maurizio Pagani, Presidente di Opera Nomadi Milano, che indica Zucchetti e Cecchetti &#8220;moralmente responsabili&#8221; di quanto accaduto a Zoran, il che è essenzialmente il senso delle nostre denunce.<br />
Rivendichiamo, quindi, di esser andati in Consiglio comunale a gridare i nomi dei responsabili della tragica fine di Zoran, e di aver ricordato con quell&#8217;azione, in quell&#8217;aula spesso intenta a discutere solo di affari privati, un essere umano, purtroppo uno tra i tanti in ogni parte del mondo, senza diritti e vittima delle politiche razziste.</p>
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		<title>Lettera aperta di Maurizio Pagani, presidente di Opera Nomadi Milano, al Capogruppo della Lega Nord al Comune di Rho Fabrizio Cecchetti</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 18:17:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Caro Cecchetti,
leggo su “La Prealpina” la tua dichiarazione in merito alla “morte cerebrale” di Zoran Milenkovic:  “Mi accusano (SOS Fornace), di essere responsabile della morte di un rom allontanato da via Sesia. Questa persona, malata, è morta in Germania cinque mesi dopo aver lasciato Rho. Cosa c&#8217;entri io in tutto questo nessuno lo sa”. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Cecchetti,<br />
leggo su “La Prealpina” la tua dichiarazione in merito alla “morte cerebrale” di Zoran Milenkovic:  “Mi accusano (SOS Fornace), di essere responsabile della morte di un rom allontanato da via Sesia. Questa persona, malata, è morta in Germania cinque mesi dopo aver lasciato Rho. Cosa c&#8217;entri io in tutto questo nessuno lo sa”. Non solo tu, Cecchetti, ma anche chi ha materialmente firmato gli atti all’interno dell’Amministrazione Comunale che hanno portato all’espulsione dal campo in pieno inverno, per futili motivi, di un uomo dializzato e quasi cieco, porta il peso di un’oggettiva “responsabilità morale” in quanto è poi tragicamente accaduto. Zoran, ti ricordo, venne allontanato dal campo regolare di via Sesia dal Direttore ai Servizi alla Persona perché tu e la Lega, chiedeste le Sue dimissioni e quelle dell’Assessore Pellegrini in un tumultuoso Consiglio Comunale, dopo esservi accorti<span id="more-6125"></span> (ma dove eravate prima?) che il Piano Rom, finanziato dal Ministro dell’Interno, Maroni, prevedeva sì lo smantellamento del campo, ma anche il contestuale avvio di azioni di integrazione sociale e abitativa rivolte a 10 precisi nuclei abitanti a Rho, Zoran compreso.<br />
Vedi, Cecchetti, a metterli in fila, tutti gli atti amministrativi che sembrano dover portare ad una fine annunciata, quella del campo nomadi, si rimane colpiti innanzitutto per la serie impressionante di abusi e omissioni, contestazioni prive di fondamento, accanimenti at personam, richieste e impegni pubblici prima sottoscritti e poi smentiti, sperpero di denaro e utilizzo improprio di fondi destinati inizialmente ad azioni di ben altro tipo che avrebbero, quelle sì, coniugato viceversa l’esigenza del principio di  legalità da te impropriamente invocato col rispetto delle leggi e della giustizia sociale.<br />
La documentazione del resto, per prendere atto di come in questa città, anche da Voi governata, s’ignorino le regole formali che garantiscono i diritti fondamentali dei cittadini “indesiderati” è lì, a disposizione, anche e soprattutto di tutti quei consiglieri comunali che sono stati eletti proprio per questo: esercitare il potere di controllo sulle azioni pubbliche di chi governa ma che, “fortuna tua e di chi è responsabile anche penalmente dei procedimenti” preferiscono, per calcoli politici come i tuoi, voltarsi dall’altra parte.</p>
<p><strong>Maurizio Pagani</strong><br />
Presidente <a href="http://www.operanomadimilano.org/" target="_blank">Opera Nomadi Milano</a></p>
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		<title>Expo 2015, un&#8217;opportunità per la &#8216;Ndrangheta</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 16:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sos fornace</dc:creator>
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		<category><![CDATA[No Expo]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio / beni comuni]]></category>

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		<description><![CDATA[Che Expo 2015 fosse un&#8217;opportunità lo hanno sempre sostenuto in tanti. Che fosse un&#8217;opportunità per le mafie e una calamità per il territorio invece lo sostenevamo solo noi, col disappunto di qualche politico locale ci ha dato dei “gufi” per questo. E invece ora si scoprono i primi fatti che dimostrano quanto sosteniamo da tempo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che Expo 2015 fosse un&#8217;opportunità lo hanno sempre sostenuto in tanti. Che fosse un&#8217;opportunità per le mafie e una calamità per il territorio invece lo sostenevamo solo noi, col disappunto di qualche politico locale ci ha dato dei “gufi” per questo. E invece ora si scoprono i primi fatti che dimostrano quanto sosteniamo da tempo. Nell&#8217;ambito di una più ampia inchiesta sono emersi i legami tra la &#8216;Ndrangheta e l&#8217;Assessore Valia del Comune di Pero, che avrebbe garantito loro le licenze per realizzare una discoteca, un casinò e un ristorante in un&#8217;area che proprio in funzione di Expo sarebbe stata così “rivalorizzata”. Tra le proprietà delle &#8216;Ndrine, <span id="more-6117"></span>ovviamente bene inserite nel settore immobiliare, sono stati sequestrati anche degli immobili a Rho.<br />
Ribadiamo ancora che, per quanto fosse opportuna tutta la discussione degli scorsi mesi sull&#8217;opportunità di realizzare una commissione del comune di Milano sugli appalti di Expo, gli interessi della &#8216;Ndrangheta non saranno forti soltanto sugli appalti pubblici, ma su tutte quelle aree private che, in funzione di Expo saranno aree di trasformazioneurbanistica sul territorio dei Comuni circostanti alla Fiera.<br />
In nome di Expo si prevedono un&#8217;infinità di alberghi e centri commerciali di cui non si capisce l&#8217;utilità oltre i 6 mesi dell&#8217;Esposizione Universale del 2015, molte aree verdi rischiano di essere cementificate, nonostante il<br />
mercato immobiliare non sia proprio florido e vi siano un&#8217;enormità di case<br />
sfitte. Questa smania di costruire in assenza dei presupposti di mercato, riteniamo meriti un&#8217;attenzione e una vigilanza particolari, perché terreno assai fertile per le infiltrazioni mafiose.</p>
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		<title>Dalla Fornace nessuna intimidazione a Zucchetti e Cecchetti</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 12:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sos fornace</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Smentiamo categoricamente ogni dichiarazione comparsa sui giornali e da esponenti politici di nostre intimidazioni nei confronti del Sindaco di Rho e del consigliere leghista Cecchetti.
Durante l&#8217;ultimo Consiglio Comunale abbiamo avuto toni accesi, perché poco prima abbiamo avuto notizia della morte di Zoran Milenkovic, il rom in dialisi e quasi cieco cacciato dal campo comunale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Smentiamo categoricamente ogni dichiarazione comparsa sui giornali e da esponenti politici di nostre intimidazioni nei confronti del Sindaco di Rho e del consigliere leghista Cecchetti.<br />
Durante l&#8217;ultimo Consiglio Comunale abbiamo avuto toni accesi, perché poco prima abbiamo avuto notizia della morte di Zoran Milenkovic, il rom in dialisi e quasi cieco cacciato dal campo comunale di via Sesia alcuni mesi fa.<br />
Quando la casa di Zoran fu abbattuta, scrivemmo in un nostro comunicato del 12 gennaio 2010, che si trattava di uno sgombero inumano verso un uomo indifeso e che così Zoran avrebbe rischiato di morire.<span id="more-6114"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La morte di Zoran si poteva evitare. E se non si fosse potuta evitare, gli si poteva offrire una morte meno amara; era inutile e meschino l&#8217;atteggiamento intransigente della giunta. Questo è per noi il punto su cui bisogna riflettere guardando indietro.<br />
Ma l&#8217;atteggiamento che portò a gennaio allo sgombero di Zoran, fu lo stesso atteggiamento che portò all&#8217;altro sgombero inumano, quello della famiglia di Johnny, avvenuto in una giornata in cui il termometro andò ben sotto lo zero e anziani e bambini furono costretti a spostarsi dalla casa in cui vivevano in una roulotte a 100 metri di distanza. In quel freddo inverno, il consigliere comunale Caruso su facebook scrisse una patetica frase su “come riscaldare i Rom”, che suscitò scalpore per i più, ma, credeteci, tanta paura tra i rom del campo di via Sesia, che frequentiamo.<br />
Oggi siamo di fronte ad un altro fatto gravissimo: l&#8217;annuncio della chiusura del campo comunale, per farci una discarica. Anche in questo abbiamo ravvisato un atteggiamento razzista, arrogante e sadico. Perché ai Rom che erano entrati in quelle case con un patto con la precedente amministrazione non viene offerta alcuna soluzione alternativa. L&#8217;unico intento che abbiamo ravvisato in queste dichiarazioni è di offendere i rom, di negare loro oltre che una casa (non di lusso), anche la dignità, dicendogli che valgono meno della spazzatura.<br />
Allora vogliamo tranquillizzare Cecchetti e Zucchetti: abbiamo sempre agito alla luce del sole, pubblicamente, e le intimidazioni non ci appartengono, cosa che tra l&#8217;altro sanno benissimo. Difenderemo però la dignità dei rom e ci opporremo alla chiusura del campo, perché oltre a credere nei diritti umani, abbiamo instaurato con quelle persone un rapporto affettivo e di sincera amicizia e prima di calpestare loro dovranno calpestare noi.<br />
Nel mese di luglio prepareremo un dossier dettagliato di tutte le violazioni dei diritti umani avvenute in questi mesi, che invieremo alle autorità competenti e lanceremo una campagna a sostegno dei Rom rimasti a Rho, perché non accada che una Giunta incapace di fare alcunché di buono per questa città e ormai allo sbando, non trovi ancora una volta la propria compattezza nello scagliarsi contro gli ultimi e i più deboli, come se questi fossero i bisogni di una città che, a causa dell&#8217;inerzia di questa amministrazione, perde treni, ospedali, scuole, posti di lavoro.</p>
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