In collaborazione con l’associazione San Precario il 14 gennaio apre in Fornace il primo sportello biosindacale del rhodense. Il problema della precarietà non si riduce solamente all’ambito lavorativo, ma riguarda tutti gli aspetti della vita andando a toccare una serie di diritti primari – casa, mobilità, reddito, salute, saperi – che riguardano l’individuo in quanto soggetto produttore di ricchezza, in un contesto metropolitano in rapida trasformazione dove ogni realtà di lavoro è diversa dalle altre e costituisce un mondo a sé. L’obiettivo dello sportello è quello di creare un’agenzia di servizi per il conflitto per le precarie e i precari del territorio, nativi e migranti, in grado di fornire una consulenza integrata – creativa, legale, sindacale, comunicativa, sociale – capace di definire al meglio la strategia necessaria per far valere i propri diritti e gli strumenti per metterla in pratica. Lo sportello è aperto tutti i giovedì dalle 18.00 leggi tutto…
Il Centro Sociale Fornace di Rho esprime solidarietà ai lavoratori dell’ex Eutelia di Pregnana che da questa notte hanno iniziato l’occupazione dello stabilimento e l’assemblea permanente davanti ai cancelli della sede. A partire da oggi sosterremo attivamente questa vertenza fornendo il nostro supporto in tutte le forme che i lavoratori riterranno utili. Ancora una volta si bruciano competenze e conoscenze che potrebbero essere invece un forte elemento di ricrescita economica di un territorio che, di fronte alla crisi e nella prospettiva dell’Expo, reagisce con miopia, guardando ai guadagni facili della speculazione edilizia che lascia di fatto senza prospettiva futura migliaia di lavoratori e le loro famiglie. Ormai è infatti chiaro a tutti che Expo, invece di creare lavoro come sbandierato da tutte le istituzioni, è un’opportunità solo per gli speculatori e un acceleratore della crisi leggi tutto…
Dopo più di un anno dall’assegnazione dell’Expo 2015 a Milano si delinea in maniera sempre più evidente il progetto di città-vetrina che i poteri forti di questo territorio hanno in mente. Expo 2015 non è soltanto la cementificazione di un’area di quasi 2 milioni di mq di terreno agricolo, perché l’”effetto expo” trascende i confini amministrativi e riguarda tutta la regione metrolombarda e oltre.
L’obiettivo prioritario dei decisori politici (pubblici e privati) è quello di creare le condizioni per intercettare i flussi di persone, idee, culture e denaro che attraverseranno questo territorio al fine di estrarne il maggior profitto possibile.
La strategia seguita è quella di incentivare l’insediamento di strutture ricettive, convertire intere aree industriali in terziario con la costruzione di mega-hotel, uffici, centri commerciali e la “densificazione” del tessuto residenziale leggi tutto…
Ancora una volta Fiera si compiace di una “brillante” operazione di facciata sul lavoro nero ad opera dei Carabinieri durante il Macef che si è tenuto nei giorni scorsi presso il polo Fieristico di Rho Pero. La nuova geniale strategia consisterebbe nell’arrestare i migranti irregolari prima che entrino in contatto col caporale, a fini preventivi. Così, di fatto, i caporali e le aziende che col sistema dei subappalti si avvalgono di lavoro nero, non verranno mai intercettati e potranno continuare a sfruttare la mano d’opera senza alcun rischio di essere perseguiti.
Ricordiamo che gli arresti sbandierati da Pazzali, direttore generale di Fiera, riguardano lavoratori, che, seppur costretti al lavoro nero e a paghe da fame perché privi di permesso di soggiorno, non scelgono di fare i delinquenti ma di guadagnarsi da vivere lavorando. I caporali e le aziende che in un sistema piramidale di subappalti sfruttano il lavoro nero leggi tutto…
Mentre Fiat è impegnata al rilancio del museo e al relativo spazio commerciale presso l’Alfa Romeo di Arese, in occasione del suo centenario, dei lavoratori Fiat rimasti non parla più nessuno, e tra gli attori dell’Accordo di Programma in discussione, sono stati fatti sparire i Sindacati, una voce scomoda per ridisegnare il futuro dell’area.
Il vero business in discussione sull’Alfa infatti non è tanto il museo, quanto piuttosto un enorme centro commerciale di 70.000 mq, fortemente voluto dalla Compagnia delle (Grandi) Opere, che diventerebbe il centro commerciale più grande d’Europa. Un nuovo mostro che richiamerà quotidianamente sul territorio migliaia di auto, con un disastroso impatto di traffico e l’ulteriore inquinamento dell’aria. Insieme al mega centro commerciale, l’ennesimo sul territorio, milioni di euro per le infrastrutture non saranno sufficienti a risolvere il problema della mobilità, che dovrà sopportare anche i 400.000 mq di capannoni dedicati al polo logistico, previsti sempre nell’area Alfa Romeo, in funzione proprio del nuovo centro commerciale e di Expo 2015 leggi tutto…
In una dichiarazione nell’ambito del Pacchetto Sicurezza del Governo il Presidente della Provincia di Milano Penati ha detto ciò che pensa realmente sui 70.000 posti di lavoro legati all’Expo e vendutici fino all’altroieri come una grande opportunità per il territorio milanese, parlando di “decine di migliaia di lavoratori che arriveranno da Paesi extra UE o da quelli di nuova acquisizione, con un problema che riguarda non solo il lavoro nero, ma anche, se non affrontato per tempo, il tema della convivenza e della sicurezza”.
Come sosteniamo da tempo, accadrà nei cantieri di Expo 2015 quanto accadde nei cantieri di costruzione della Fiera, gestiti col metodo del General Contractor e dei subappalti a scatole cinesi: saranno i cantieri del lavoro nero e del caporalato, con ritmi forsennati e con lo sfruttamento di manodopera a basso salario sotto il ricatto dell’espulsione, metodo tuttora valido nella gestione attuale della Fiera di Rho Pero leggi tutto…
