Questa mattina Jovica che vive al campo comunale di Via Sesia a Rho, ha incontrato il Ministro Maroni e ha ricevuto un permesso di soggiorno per motivi di salute, quale soluzione ponte per una regolarizzazione definitiva. Non è poi così lontana quella mattina del 22 gennaio 2010 in cui in tanti alle 6 del mattino siamo dovuti andare a presidiare la casa prefabbricata di Jovica, in attesa che la Polizia Locale mandata dalla giunta razzista di Rho, venisse a prelevarlo con l’intento di cacciarlo. Quel presidio impedì la deportazione, la Polizia Locale non si presentò, ma da quel giorno Jovica è stato costretto ad abbandonare la sua casa, la famiglia e la città di Rho per nascondersi e sfuggire ai controlli. Pochi giorni dopo, il 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, un presidio di un centinaio di persone, tra cui la comunità rom rhodense ha chiesto di intervenire in consiglio comunale e dopo la riunione dei capigruppo, nonostante il voto contrario del Sindaco Zucchetti e della Lega Nord leggi tutto…
Settimana scorsa il Ministero dell’Interno ha revocato il decreto di espulsione nei confronti di Jovica Jovic, famoso fisarmonicista Rom di origini serbe, la cui famiglia risiede nel campo regolare di via Sesia dal 2007. Arrivato in Italia per la prima volta nel 1971, nel corso degli anni ha sempre partecipato a concerti e iniziative culturali portando in questo modo la musica e la cultura del suo popolo in giro per l’Europa. La decisione è arrivata a seguito di una mobilitazione partita da Rho grazie ad una rete di solidarietà fatta di amici, centri sociali, associazioni antirazziste e partiti che è riuscita a far emergere la drammatica situazione di un famoso artista di musica balcanica (che ha suonato, tra gli altri, con Piero Pelù e Vinicio Capossela) il quale, pur essendo incensurato, per la legge italiana sull’immigrazione è un pericoloso criminale che merita di finire in carcere o, peggio, in un CIE. Questa vittoria è un risultato importante che segna un punto a favore dei diritti e della dignità della minoranza Rom, non solo a Rho. Purtroppo non è abbastanza leggi tutto…
Il centro sociale SOS Fornace aderisce al primo marzo dei migranti. Uno sciopero non solo degli stranieri, ma anche degli autoctoni, dei precari, dei lavoratori delle aziende in dismissione e di tutti coloro che stanno pagando le conseguenze della crisi economica. Ogni giorno vediamo, sentiamo, sopportiamo episodi di razzismo e xenofobia. Dai recenti fatti di Milano o Rosarno, ai White Christmas italioti, dagli sgomberi dei campi rom ai respingimenti verso la Libia, dalle cronache degli abusi nei CIE (già CPT) alle uccisioni a carattere razzista. In questo contesto, Expo 2015, al di là delle false finalità filantropiche dell’evento, rappresenta l’occasione per fare un po’ di “pulizia” nella “città-vetrina”. Non a caso la polizia locale viene utilizzata per dare la caccia ai migranti che vendono cd nei parcheggi, per fare retate contro le “lucciole” oppure per aiutare le forze dell’ordine nell’operazione di “pulizia etnica” nei confronti della comunità rom. Criminalizzare i migranti, del resto, fa comodo perché permette di sfruttarli come manodopera a basso costo e senza diritti da impiegare nei cantieri edili – dove lavoro nero e caporalato sono all’ordine del giorno – per le infrastrutture legate ad Expo 2015 leggi tutto…
Leggi l’articolo di Luca De Vito pubblicato da La Repubblica
Dopo le bacchettate ricevute dalla Chiesa rhodense, oltre che direttamente dai rom intervenuti, malgrado la contrarietà del Sindaco nel consiglio comunale del 27 gennaio, Zucchetti si è dedicato in questa settimana agli sgomberi oltre il confine comunale, andando a sgomberare, con la complicità di De Corato, due insediamenti accanto al carcere di Bollate e accanto all’inceneritore di Figino. Il Sindaco di Rho Zucchetti si fregia di avere spinto per questi sgomberi, ottenendo la collaborazione del Comune di Milano. E a noi Zucchetti farebbe ridere, se non stesse compiendo atti disumani, perché ci ricordiamo bene che in quanto rappresentante del Patto dei comuni del Nord Ovest per l’Expo, aveva inserito, tra vari obiettivi del Patto, il “raccordo operativo sulle azioni nei confronti dei campi nomadi”, anche se evidentemente la pulizia etnica che stanno attuando è in netto contrasto con lo slogan filantropico di Expo, “Nutrire il Pianeta”. Ci domandiamo se oltre alle persecuzioni da SS che sta attuando, Zucchetti abbia il minimo peso con Milano sugli altri temi finiti invece nel dimenticatoio leggi tutto…
Ieri sera, in occasione della giornata della memoria, un folto gruppo di oltre un centinaio di persone ha presidiato il municipio – dove era in corso il Consiglio comunale – per chiedere all’Amministrazione di fermare l’operazione di pulizia etnica contro la comunità rom di Rho che ha subito un’accelerazione nelle ultime due settimane con gli sgomberi di via Magenta e l’allontanamento di una persona affetta da gravi patologie in via Sesia. Dalle ore 21, con la presenza anche di una fitta rappresentanza della comunità rom rhodense, si sono susseguiti interventi al microfono di testimonianza diretta degli stessi rom, intervallati dalla proiezione di video a tema, in cui si sono raccontati gli sgomberi disumani messi in atto dall’amministrazione comunale rhodense nei giorni scorsi e in cui si è ricordato a più riprese che tra le vittime del nazismo ci furono anche i Rom, evidenziando le inquietanti analogie che ci riportano a quel periodo nero della storia che pratiche quali la schedatura, il rilevamento delle impronte digitali e il sistematico allontanamento dalla comunità che il Sindaco di Rho Zucchetti sta perseguendo, ci riportano alla memoria. E per ricordare al “ducetto” di Palazzo Visconti l’infamia delle leggi razziali che lui sta riproponendo su scala locale, è stato attaccato alle colonne di ingresso del Municipio il testo di un decreto utilizzato per deportare i rom nei campi di concentramento leggi tutto…
