Pubblicato il 18 settembre 2008 in Comunicati | No Expo | Territorio / beni comuni 

Mentre prosegue da mesi lo scontro tra Formigoni, Penati e Moratti per accaparrarsi fette di potere e finanziamenti da gestire per Expo 2015, sono partite le prime indagini della Magistratura sul rapporto tra ‘Ndrangheta e politica legate all’esposizione universale, che hanno coinvolto per ora un consigliere comunale milanese di Forza Italia. Anche Rho sarà investita nei prossimi mesi da ingenti finanziamenti per opere pubbliche e da una frenesia edificatoria per sfruttare l’aumento di valore delle aree, con la conseguenza di un vero e proprio boom di cantieri edili, in cui, come è noto si infiltra la ‘Ndrangheta. Ma la Polizia Locale, avrà altro da fare che occuparsi, secondo le proprie competenze, della regolarità dei cantieri sul territorio, perché sarà impegnata a dare multe ai poveri che chiedono l’elemosina, alle prostitute e ai loro clienti. E nella città vetrina le prostitute, i poveri e i migranti costretti a lavorare in nero, non saranno esposti, ma continueranno ad esistere, invisibili, nella marginalità sociale. Invece la ‘Ndrangheta non è un problema di sicurezza, perché agisce senza farsi vedere (finché non ammazza), mentre la filosofia della città vetrina di Fiera ed Expo 2015 è una moralistica facciata esterna sotto cui si nasconde una realtà fatta di sfruttamento del lavoro nero, di uso e abuso del territorio, di violento scontro tra “bande” di potere. Invece di assurde ordinanze vorremmo vedere un intervento della Polizia Locale nei cantieri e l’istituzione di una commissione antimafia anche nella città di Rho.

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